Corpo vitreo

Il corpo vitreo (detto anche umore vitreo) è una massa gelatinosa, trasparente ed incolore che riempie i 4/5 dell’occhio umano e animale, per la precisione la camera vitrea, che è lo spazio compreso tra la superficie posteriore del cristallino e la retina.

Esso è percorso all’interno dal canale ialoideo, un retaggio del vaso che irrora il cristallino nella vita embrionale.

Anteriormente presenta la fossa ialoidea, che accoglie la convessità posteriore del cristallino. È saldamente attaccato alla retina, al nervo ottico e, tramite la sua parte periferica (membrana ialoidea), all’orbicolo ciliare, dove forma un sistema di fibre che costituiscono il legamento sospensore del cristallino.

Il corpo vitreo è presente alla nascita e rimane invariato per tutta la vita. Viene prodotto dalle cellule nella porzione non pigmentata del corpo ciliare ed è derivato da cellule embrionali mesenchimale che degenerano dopo la nascita. Il corpo vitreo è in posizione anteriore rispetto alla retina e contribuisce a mantenerla in posizione corretta premendola contro la coroide. Esso non aderisce alla retina, tranne in prossimità del disco ottico. Esso è in contatto con l’ora serrata (dove la retina termina anteriormente) e non è in contatto con la macula (il minuscolo spot della retina che consente la visione del “dettaglio” e la visione centrale).

È incolore, è costituito da acqua per il 99% ed è ricco di acido ialuronico, che è prodotto dagli ialociti, cellule contenute nel corpo vitreo stesso che possiedono anche alcune funzioni fagocitarie.

Le sue funzioni principali sono:

Con l’avanzare dell’età il corpo vitreo va incontro a liquefazione e possono comparire delle opacità isolate o confluenti che possono provocare riduzioni della capacità visiva. Se queste opacità sono distinte e mobili, vengono definite miodesopsie, che possono determinare una trazione sulla retina (soprattutto periferica), con la comparsa di manifestazioni visive quali scintillii e lampeggii. Le miodesopsie possono anche comparire in soggetti miopi, perché l’eccessiva lunghezza dell’occhio deforma il vitreo.

Scintillii e lampeggii non sono, comunque, esclusivi della patologia del corpo vitreo, in quanto si riscontrano in una moltitudine di circostanze quali emicrania, distacco della retina, infezioni, infiammazioni e traumi (ad es. urto violento del capo).

La riduzione di volume del corpo vitreo determina frequentemente un distacco dello stesso dalla parte posteriore del bulbo, senza che generalmente si creino danni. Anche in questo caso possono comparire punti luminosi e scintillii dovuti sia a piccoli frammenti del corpo vitreo che urtano contro la retina sia alla trazione del vitreo che si ritira.

All’attenzione del medico oculista devono essere portati tutti i casi in cui sia presente:

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